Il Corano e la Scienza Moderna

Il Corano e la Scienza Moderna
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NEL NOME DI ALLAH
IL SOMMAMENTE MISERICORDIOSO, IL CLEMENTISSIMO

“Così questo giorno Noi salveremo il tuo corpo (morto) ché tu possa essere un segno per quelli che
vengono dopo di te!
Ed in verità, molti tra gli uomini sono incuranti dei Nostri segni “.
( Corano 10:92)

Il Corano e la Scienza Moderna

Il Corano
Il Corano

Introduzione
Il dottor Maurice Bucaille è un eminente chirurgo francese, scienziato, erudito ed autore di “La
Bibbia, Il Corano e la Scienza”, che contiene il risultato delle sue ricerche sulla Rivelazione Giudeo –
Cristiana e sul Corano. `E un contributo unico nello ambito della religione e della scienza. Essendo
un eminente scienziato, fu scelto per considerare la mummia di Merneptah ( Faraone ), cosa che ha
compiuto. Durante la sua visita in Arabia Saudita gli furono mostrati i versi del Sacro Corano in
cui Allah dice che la salma del Faraone sarà preservata come un “Segno” per i posteri.
Uno scienziato imparziale come il dottor Bucaille, che ( essendo anche Cristiano) era a conoscenza
della versione Biblica della storia del Faraone, secondo cui egli annegò durante l’inseguimento del
Profeta Mosè, fu piacevolmente sorpreso di scoprire ciò che era ignoto nel mondo fino ai tempi più
recenti: il Sacro Corano contiene una precisa predizione riguardo alla preservazione del corpo del
medesimo Faraone contemporaneo a Mosè. Ciò ha spinto il dottor Bucaille a studiare in modo
approfondito il Sacro Corano, dopo che ebbe appreso la lingua araba.
La conclusione finale di questo studio comparato del Corano e della Bibbia è che le asserzioni fatte
nel Sacro Corano a proposito dei fenomeni scientifici sono perfettamente in conformità con la
scienza moderna, mentre le narrazioni Bibliche riguardanti gli stessi argomenti sono interamente
inaccettabili dal punto di vista scientifico. Questo libretto, che è il testo di una conferenza tenuta dal dottor Bucaille sul Corano e la scienza moderna presso l’Istituto Commonwealth di Londra, fornirà una guida verso l’ eterna verità dell’ Islam. Il Corano e la Scienza Moderna Il 9 novembre 1976, ebbe luogo un’insolita conferenza presso l’Accademia Francese di Medicina, il cui titolo era “Dati fisiologici ed embriologici nel Corano”. Presentai il mio studio sull’esistenza nel Corano di certe affermazioni riguardanti la fisiologia e la riproduzione.La ragione per cui lo feci fu che la nostra conoscenza di queste discipline è tale, che è impossibile spiegare come un testo prodotto al tempo del Corano possa avere contenuto idee che sono state scoperte solo in tempi moderni.In verità non vi è alcuna opera umana precedente ai tempi moderni che contenga affermazioni che fossero ugualmente avanzate rispetto allo stato di conoscenza del tempo in cui apparvero e che possano essere paragonati al Corano. In aggiunta a ciò, uno studio comparato di dati di simile natura contenuti nella Bibbia (Antico Testamento e Vangeli ), risultava auspicabile. Ciò spiega come si sia formato il progetto di un confronto tra la conoscenza moderna ed alcuni passaggi nelle Sacre Scritture di ciascuna religione monoteista. Ne è risultata la pubblicazione di un libro dal titolo “La Bibbia, il Corano e la Scienza”. La prima edizione francese apparve nel maggio 1976 ( Seglers, Parigi). Sono state ora pubblicate le edizioni araba ed inglese. Non
sorprende sapere che Religione e Scienza sono sempre state considerate sorelle gemelle dall’Islam e
che oggi, in un tempo in cui la scienza ha fatto così grandi progressi, continuano ancora ad essere
associate, e per di più alcuni dati scientifici sono usati per una migliore interpretazione del testo
Coranico. Cosa più stupefacente, in un secolo in cui, per molti, la verità scientifica ha inferto un
colpo mortale alla credenza religiosa, sono precisamente le scoperte scientifiche che, nel corso di
un obiettivo esame della Rivelazione Islamica, hanno evidenziato il carattere sovrannaturale di
alcuni aspetti della Rivelazione. Quando tutto è detto e fatto, generalmente parlando, la
conoscenza scientifica sembrerebbe, nonostante ciò che possa dirne la gente, essere sommamente
all’altezza di condurre alla riflessione sull’esistenza di Dio. Una volta che cominciamo ad
interrogarci in modo obiettivo o privo di pregiudizi sulle lezioni di metafisica che si possono
ricavare da alcune delle conoscenze odierne (per esempio la nostra conoscenza dell’infinitamente
piccolo o del problema della vita), scopriremo certamente molte ragioni per riflettere secondo
questa linea. Quando pensiamo alla ragguardevole organizzazione che presiede alla nascita ed al
mantenimento della vita, diviene sicuramente chiaro quanto la possibilità che ciò sia frutto del caso
perda credito a mano a mano che la nostra conoscenza ed i progressi in questo campo migliorano.
Alcuni concetti debbono apparire sempre più inaccettabili; per esempio l’idea propagandata dal
vincitore francese del premio Nobel per la Medicina, il quale cercò di indurre la gente ad
ammettere che la materia vivente si fosse auto-creata in quanto risultato di fortuite circostanze per
effetto di determinate influenze esterne, usando come base elementi chimici semplici. Si
affermerebbe che gli organismi viventi si formarono da ciò, sino a che raggiunsero la notevole
complessità chiamata uomo. A mio parere, sembra che il progresso scientifico compiuto nel
comprendere la fantastica complessità di organismi superiori fornisca argomenti assai convincenti
in favore della teoria opposta. In altre parole, mi riferisco alla teoria dell’esistenza di
un’organizzazione straordinariamente metodica che presiede al ragguardevole ordinamento dei
fenomeni di vita. In numerose parti del Libro, il Corano induce, in termini semplici, a questo tipo
di riflessione generale. Ma contiene anche dati infinitamente più precisi, che sono direttamente
relazionati a fatti scoperti dalla scienza moderna; sono questi dati ciò che esercita un’attrazione
magnetica per gli scienziati odierni. 

E’ NECESSARIA UNA CONOSCENZA ENCICLOPEDICA PER CAPIRE IL CORANO 

Per molti secoli, l’uomo non è stato in grado di studiare tali dati, poichè non possedeva sufficienti
mezzi scientifici. E’ solo oggi che numerosi versi del Corano riguardanti dei fenomeni naturali
sono diventati pienamente comprensibili. Dovrei persino arrivare a dire che, nel ventesimo secolo,
con la sua compartimentizzazione di sempre maggior conoscenza, non è sempre facile per lo
scienziato medio capire tutto quel che legge nel Corano a proposito di certi argomenti, senza dover
fare ricorso a ricerche specializzate. Il che significa che, per capire tutti questi versi del Corano, a
ciascuno oggi viene richiesto di avere una conoscenza assolutamente enciclopedica e cioè deve
abbracciare numerosissime discipline. Quando uso la parola ‘scienza’, intendo dire conoscenza
profondamente stabilita. Questa non include le teorie che, per un periodo, aiutano a spiegare un
fenomeno o una serie di fenomeni, per essere in seguito abbandonate a favore di spiegazioni che
siano divenute più plausibili grazie al progresso scientifico. In pratica io intendo occuparmi
esclusivamente di paragoni tra le affermazioni del Corano e la conoscenza che è assai improbabile
venga nuovamente messa in discussione. Dovunque io introduca fatti scientifici che non siano già
al 100% stabiliti, lo metterò in chiaro, naturalmente. Ci sono anche alcuni assai rari esempi di
affermazioni nel Corano che finora non sono state confermate dalla scienza moderna: mi riferirò
ad esse evidenziando che tutte le prove disponibili portano gli scienziati a considerarle altamente
probabili. Un esempio a questo proposito è l’asserzione nel Corano secondo cui la vita abbia
origine dall’acqua; altro esempio è l’affermazione che nell’Universo vi siano Terre simili alla nostra.
Queste considerazioni scientifiche non dovrebbero, comunque, farci dimenticare che il Corano
rimane un libro par excellence religioso e che naturalmente non ci si può aspettare che abbia un
intento esclusivamente scientifico. Ogni volta che l’uomo è invitato a riflettere sulle opere della
Creazione e sui numerosi fenomeni naturali che può osservare, l’ovvia intenzione, nell’usare tali
esempi, è di sottolineare la Divina Onnipotenza. Il fatto che, in queste riflessioni, possiamo trovare
allusioni ai dati connessi con la conoscenza scientifica, è sicuramente un altro dei doni di Dio il cui
valore deve essere esaltato in un’epoca in cui l’ateismo scientifico basato sulla scienza cerca di
prendere il controllo a spese del credere in Dio. Nel corso delle mie ricerche ho costantemente
cercato di rimanere totalmente obiettivo. Credo di essere riuscito ad accostarmi allo studio del
Corano con la stessa obiettività del dottore che apre la scheda di un paziente: in altre parole,
controllando accuratamente tutti i sintomi che riesce ad individuare per ricavarne una diagnosi.
Devo riconoscere che non fu certamente una fede nell’Islam che all’inizio guidò i miei passi, ma
semplicemente la ricerca della verità. Così è come la vedo oggi. Sono stati soprattutto i fatti che ,
ora della fine dei miei studi, mi hanno portato a riconoscere nel Corano un testo rivelato ad un
Profeta. Esamineremo nel Corano affermazioni che oggi appaiono come testimonianze della verità
scientifica, ma che gli uomini dei tempi passati erano in grado di afferrare solo superficialmente.
Com’è possibile immaginare che, se vi fossero state delle alterazioni successive dei testi, questi
oscuri passaggi sparsi per tutto il testo del Corano potessero sottrarsi alla manipolazione umana?
La più lieve alterazione ai testi avrebbe automaticamente distrutto la notevole coerenza che è loro
caratteristica, e ci avrebbe impedito di stabilire la loro conformità con la moderna conoscenza. La
presenza di queste asserzioni sparse per tutto il Corano appare all’osservatore imparziale come un
evidente marchio di garanzia di autenticità. Il Corano è una predicazione che fu fatta conoscere
all’uomo nel corso di una Rivelazione che durò all’incirca vent’anni. Si estese attraverso due
periodi di uguale lunghezza, prima e dopo l’Egira. Tenendo presente questo, era naturale per
effettuare delle riflessioni avere un aspetto scientifico da diffondere lungo tutto il Libro. Nel caso
di uno studio come quello che abbiamo compiuto, abbiamo dovuto raggrupparle secondo
l’argomento, scegliendole surah per surah. Come dovrebbero essere classificate? Non sono riuscito
a trovare nessuna indicazione nel Corano che suggerisse una particolare classificazione. Ho di
conseguenza deciso di presentarle secondo il mio personale criterio. A mio parere, il primo
argomento da trattare è la Creazione. Qui è possibile confrontare i versi che si riferiscono a tale
soggetto con le idee generali prevalenti oggi sulla formazione dell’Universo. Ho quindi suddiviso i
versetti sotto questi titoli generali: Astronomia, la Terra, i Regni Animale e Vegetale, l’Uomo e la
Riproduzione Umana in particolare; quest’ultimo è un argomento a cui, nel Corano, è riservato un
posto molto importante. A questi titoli generali è possibile aggiungere sotto-sezioni. Inoltre, ho
ritenuto utile comparare la narrazione Coranica con quella Biblica dal punto di vista della
conoscenza moderna. Ciò è stato fatto in alcuni casi, quali l’argomento della Creazione, quello del
Diluvio e dell’Esodo.  Iniziamo con l’esaminare la Creazione come descritta nel Corano.
Emerge un’idea generale molto importante: la sua dissomiglianza dalla narrazione Biblica. Quest’
idea contraddice i parallelismi che sono spesso, ed erroneamente, creati dagli autori Occidentali
per sottolineare solamente le rassomiglianze tra i due testi. Quando si parla della Creazione, come
per altri argomenti, c’è una forte tendenza nell’Ovest ad asserire che Maometto semplicemente
copiò le linee generali della Bibbia. In verità è possibile paragonare i sei giorni della Creazione
come descritti nella Bibbia, più un giorno extra di riposo nel sabbath di Dio, con questo verso
dalla surah Al A’raf (7:54) Il tuo Signore è Allah Che creò i Cieli e la Terra in sei giorni.
Dobbiamo specificare subito che i commentatori moderni sottolineano che l’interpretazione di
ayyam, una delle cui traduzioni è ‘giorni’, sta a significare ‘lunghi periodi’ o ‘ere’ piuttosto che
periodi di ventiquattro ore. Quel che mi pare di fondamentale importanza è che, in contrasto con la
narrazione contenuta nella Bibbia, il Corano non descrive una sequenza per la Creazione della
Terra e dei Cieli.. Fa riferimento sia ai Cieli prima della Terra che alla Terra prima dei Cieli,
quando parla della Creazione in generale, come in questo verso della surah Taha (20:4).
Una rivelazione da Colui Che creò la Terra ed i Cieli. Di fatto, quella che deriva dal Corano è una nozione di non-concomitanza nelle evoluzioni celestiali e terrestri. Ci sono anche dati assolutamente fondamentali che concernono l’esistenza di un’iniziale massa gassosa (dukhan) che è unica ed i cui elementi, sebbene da principio fusi insieme (ratq), successivamente divennero separati (fatq). Questa nozione è espressa nella surah Fussilat (41:11). E Dio si volse al Cielo quando era fumo. E la stessa cosa è espressa nella surah Al Anbiya’ (21:30). Non vedono gli infedeli che i Cieli e la Terra erano uniti insieme, poi Noi li separammo? Il processo di separazione ebbe come risultato la formazione di molteplici mondi, una nozione che compare dozzine di volte nel Corano, una delle quali forma il primo verso nella surah Al Fatiha (1:1) Lode ad Allah, Signore degli Universi. Tutto ciò è in perfetto accordo con le moderne concezioni sull’esistenza di una nebulosa primaria e del processo di secondaria separazione degli elementi che avevano formato l’iniziale massa unica. Questa separazione ebbe come risultato la formazione delle galassie e poi, quando queste si divisero, di stelle da cui nacquero i pianeti. Nel Corano si fa anche riferimento ad una Creazione intermedia tra i Cieli e la Terra, come nella surah Al Furqan (25:59). Dio è l’Uno Che creò i Cieli e la Terra e tutto ciò che c’è tra di essi. Sembrerebbe che questa Creazione intermediaria corrisponda alla moderna scoperta di ponti di materia che sono presenti fuori dal sistema astronomico organizzato. Quest’indagine certamente ci mostra come i moderni dati e le affermazioni del Corano concordano in un largo numero di punti. Siamo molto lontani dal testo Biblico con le sue fasi successive che sono totalmente inaccettabili; specialmente quella che colloca la Creazione della Terra (il terzo giorno) prima di quella dei Cieli (il quarto giorno), quando è un fatto risaputo che il nostro pianeta deriva dalla sua propria stella, il Sole. In tali circostanze, come possiamo immaginare che un uomo che abbia tratto ispirazione dalla Bibbia potrebbe essere stato l’autore del Corano, e, secondo il proprio giudizio, abbia corretto il testo Biblico per arrivare ad un generale concetto concernente le formazione dell’Universo, quando questo concetto non si sarebbe formato se non secoli dopo la sua morte?

ASTRONOMIA – LUCE E MOVIMENTO

Prendiamo ora in esame l’Astronomia.
Quando descrivo i dettagli che il Corano contiene a proposito di certi punti dell’astronomia agli
Occidentali, è inusuale per qualcuno non replicare che non c’è nulla di speciale in questo,
considerando che gli Arabi fecero importanti scoperte in questo campo molto prima degli Europei.
Questa è, infatti, un’idea curiosamente erronea risultante da un’ignoranza della storia.. In primo
luogo la scienza è stata sviluppata nei paesi Arabi in un periodo considerabilmente posteriore alla
Rivelazione Coranica; in secondo luogo la conoscenza scientifica prevalente all’apogeo della civiltà
Islamica non avrebbe reso possibile ad un essere umano l’aver scritto affermazioni sui Cieli
paragonabili a quelle del Corano. Una volta di più, l’argomento è così esteso che posso solo
trattarlo a larghi tratti. Mentre la Bibbia parla del Sole e della Luna come di due corpi luminosi che
differiscono nelle dimensioni, il Corano fa distinzione tra i due con l’uso di diversi epiteti: luce
(nur) per la Luna, torcia (siraj) per il Sole. Il primo è un corpo inerte che riflette luce, il secondo una
formazione celeste in uno stato di permanente combustione, ed una fonte di luce e di calore. La
parola ‘stella’ (najm) è accompagnata da un’altra parola qualificante che indica che essa brucia e si
auto-consuma quando penetra attraverso le ombre della notte: è la parola thakib. Nel Corano, il
kawkab sembra sicuramente indicare i pianeti, che sono formazioni celesti che riflettono e non
producono luce come il Sole. Oggi è noto come l’organizzazione celeste sia equilibrata dalla
posizione delle stelle in un’orbita definita e dall’interazione delle forze gravitazionali in relazione
alla loro massa e velocità di movimento, ognuna con il suo proprio moto. Ma questo non è altro
che ciò che il Corano descrive, in termini che divengono comprensibili ai nostri giorni, quando
menziona la fondazione di questo equilibrio nella surah Al Anbiya’ (21:33). [Dio è] l’Uno Che creò
la notte, il giorno, il Sole e la Luna. Ognuna sta viaggiando in un’orbita con il suo proprio moto.
La parola Araba che esprime questo movimento è un verbo: sabaha (yasbahun nel
testo); essa implica l’idea di un moto proveniente da ogni corpo vivente, sia esso il movimento
delle gambe di qualcuno che corre sul terreno o l’azione del nuotare nell’acqua. Nel caso di un
corpo celeste, si è obbligati a tradurlo nel significato originale, che è ‘viaggiare con un moto
proprio’. La descrizione della sequenza della notte e del giorno sarebbe, di per se stessa, un luogo
comune, se non fosse per il fatto che, nel Corano, essa viene espressa in termini che oggi sono
altamente significativi. Questo perchè usa il verbo kawwara nella surah Al Zumar (39:5) per
descrivere il modo in cui la notte ‘si attorciglia’ o ‘si avvolge’ attorno al dì ed il dì attorno alla notte,
proprio come, nel significato originale del verbo, un turbante viene avvolto attorno alla testa.
Questo è un paragone totalmente valido; eppure, al tempo in cui il Corano fu rivelato, i dati
necessari per ricavarlo erano sconosciuti. L’evoluzione dei Cieli e la nozione di un posto fisso per il
Sole sono anch’esse descritte. Esse sono in accordo con idee moderne accuratamente dettagliate.
Sembra che il Corano abbia fatto allusione anche all’espansione dell’Universo. C’è anche la
conquista dello spazio. Questa è stata intrapresa grazie al notevole progresso tecnologico ed ha
prodotto come risultato il viaggio dell’uomo sulla Luna. Ma sicuramente è questa conquista che ci
viene in mente quando leggiamo la surah Al Rahman (55:33).
O assemblea di jinn e di uomini, se potete penetrare le regioni del Cielo e della Terra, allora
penetrateli! Non li penetrerete se non con il [Nostro] Potere.
Questo potere viene dall’Onnipotente, e l’argomento dell’intera surah è un invito a riconoscere la
Beneficenza di Dio nei confronti dell’uomo.

LA TERRA

Torniamo ora sulla Terra.
Esaminiamo, per esempio, questo verso nella surah Al Zumar (39:21)
Non hai visto che Dio ha mandato l’acqua giù dal cielo e l’ha condotta attraverso fonti
all’interno del terreno? Quindi Egli indusse campi seminati di diversi colori a crescere. Tali
nozioni ci sembrano piuttosto ovvie oggigiorno, ma non dovremmo dimenticare che esse non
prevalevano nel passato. Fu non prima del sedicesimo secolo, con Bernard Palissy, che
conseguimmo la prima descrizione coerente del ciclo dell’acqua. Prima di allora, le persone
parlavano della teoria per mezzo della quale l’acqua degli oceani, per effetto dei venti, era
introdotta a forza all’interno dei continenti. Essa sarebbe poi tornata agli oceani attraverso il
grande abisso, che sin dai tempi di Platone, era stato chiamato Tartaro. Nel diciassettesimo secolo,
un grande pensatore come Cartesio credeva in questa teoria, e persino nel diciannovesimo secolo
c’erano ancora discussioni sulla teoria di Aristotele, secondo la quale l’acqua era condensata in
fredde caverne montane e formava laghi sotterranei che alimentava le sorgenti. Oggi sappiamo che
la responsabile di tale fenomeno è l’infiltrazione di acqua piovana. Se si paragonano i fatti stabiliti
dalla moderna idrologia con i dati ritrovabili in numerosi versi del Corano a questo proposito, non
si può fare a meno di notare il notevolissimo grado di accordo tra i due. In geologia, un fatto di
recente scoperta è il fenomeno del piegamento, che è all’origine della formazione delle catene
montuose. Lo stesso fenomeno riguarda la crosta terrestre, che è come un solido involucro su cui
possiamo vivere, mentre gli strati terrestri più profondi sono caldi e fluidi, e quindi inospitali per
ogni forma di vita. E’ inoltre noto che la stabilità delle montagne è legata al fenomeno del
piegamento, poiché furono le pieghe che fornirono le fondamenta per i rilievi che costituirono le
montagne.
Mettiamo ora a confronto le idee moderne con uno fra i tanti versi del Corano su tale argomento. E’
preso dalla surah Al Naba’ (78:6-7). Non abbiamo fatto la Terra una distesa e le montagne dei
picchetti? I picchetti (awtad), che sono conficcati nel terreno come quelli usati per fissare una tenda,
sono le fondamenta profonde delle pieghe geologiche. Qui, come per altri argomenti, l’osservatore
oggettivo non può fare a meno di notare l’assenza di qualsiasi contraddizione con la conoscenza
moderna. Ma più di ogni altra cosa, sono stata colpito, all’inizio, dalle affermazioni del Corano
riguardanti gli esseri viventi, sia nel regno vegetale che animale, specialmente riguardo alla
riproduzione. Devo una volta di più sottolineare il fatto che è solo in tempi moderni che il
progresso scientifico ci ha reso comprensibile il contenuto di molti versi di questo tipo. Ci sono
anche altri versi che sono più facilmente comprensibili, ma che nascondono un significato
biologico che è altamente significativo. E’ questo il caso della surah Al Anbiya’, una parte della
quale è stata già citata: E Noi facemmo uscire ogni essere vivente dall’acqua. Non crederanno
dunque? (21:30) Questa è un’affermazione della moderna idea che l’origine della vita è acquatica.
Il progresso in botanica al tempo di Maometto non era in nessun continente abbastanza avanzato
da stabilire di regola che le piante abbiano sia parti femminili che maschili. Tuttavia, possiamo
leggere la seguente nella surah Taha (20:53). (Dio è l’Uno Che) mandó l’acqua giù dal cielo ed in
tal modo Noi producemmo paia di piante ognuna separata dall’altra. Oggi sappiamo che il frutto
viene prodotto dalle piante che hanno caratteristiche sessuali (persino quando proviene da fiori
non fertilizzati, come le banane). Nella surah Al Ra’d (13:3) leggiamo: Ed il frutto di ogni specie
Egli lo fece a paia, due e due. Riflessioni sulla riproduzione nel regno animale erano legate a
quelle sulla riproduzione umana. Le esamineremo ora. Nel campo della fisiologia, c’è un verso che,
a me, appare estremamente significativo: mille anni prima della scoperta della circolazione del
sangue, e circa tredici secoli prima che si sapesse cosa accadesse nell’intestino per assicurare che gli
organi fossero nutriti tramite il processo dell’assorbimento digestivo, un verso nel Corano descrive
la fonte dei componenti del latte, in conformità con queste nozioni. Per capire questo verso,
dobbiamo sapere che le reazioni chimiche avvengono nell’intestino e che, da lì, le sostanze estratte
dal cibo passano nel sistema di circolazione del sangue attraverso un complesso sistema, a volte
attraverso il fegato, a seconda della loro natura chimica. Il sangue le trasporta a tutti gli organi del
corpo, tra cui ci sono le ghiandole mammarie che producono il latte. Senza entrare nel dettaglio,
diciamo solo che, fondamentalmente, c’è l’arrivo di certe sostanze dal contenuto degli intestini nei
vasi della parete intestinale stessa, ed il trasporto di queste sostanze da parte del flusso sanguigno.
Questo concetto deve essere pienamente acquisito, se vogliamo comprendere questo verso nel
Corano Al Nahl (16:66). In verità, nei bovini c’è una lezione per voi. Vi diamo da bere di ciò che è
dentro ai loro corpi, proveniente da una congiunzione tra il contenuto degli intestini ed il
sangue, un latte puro e gradevole per coloro che lo bevono.
LA CREAZIONE DELL’UOMO
Nel Corano l’argomento riguardante la riproduzione umana porta ad una moltitudine di
affermazioni che costituiscono una sfida per l’embriologo che cercasse per esse una spiegazione
umana. Fu solo dopo la nascita delle scienze di base, che dovevano contribuire alle nostre
conoscenze di biologia, e specialmente dopo l’invenzione del microscopio, che l’uomo fu in grado
di capire tali affermazioni. Era impossibile per un uomo che vivesse agli inizi del settimo secolo
concepire tali idee. Non vi è nulla che indichi che, in quel tempo, gli uomini nel Medio Oriente ed
in Arabia sapessero di più in questo campo degli uomini in Europa o nel resto del mondo.
Oggigiorno, vi sono molti Musulmani con una profonda conoscenza del Corano e delle scienze
naturali che hanno chiaramente riconosciuto i paragoni da farsi tra i versi del Corano riguardanti
la riproduzione e la conoscenza umana. Ricorderò sempre il commento di un diciottenne
Musulmano, cresciuto in Arabia Saudita, nel rispondere ad un riferimento alla questione della
riproduzione come descritta nel Corano. Indicando quest’ultimo, egli disse: “Ma questo libro ci
fornisce tutte le informazioni essenziali sull’argomento. Quando io andavo a scuola usavano il
Corano per spiegarmi come nascono i bambini; i vostri libri di educazione sessuale sono apparsi
sulla scena un po’ tardi!” E’ su questo punto in particolare che una comparazione tra le credenze
contemporanee al Corano, piene di superstizioni e di miti, ed il contenuto del Corano e della
scienza moderna, ci lascia sbalorditi del grado di accordo tra gli ultimi due e dell’assenza di
qualsiasi riferimento nel Corano alle idee errate che prevalevano al tempo.
Isoliamo ora. da tutti questi versi, idee precise concernenti la complessità del liquido fertilizzante
ed il fatto che una quantità infinitamente piccola è richiesta per assicurare la fertilizzazione, la sua
‘quintessenza’ – se posso così tradurre la parola Araba ‘sulala’. L’installarsi dell’uovo nell’organo
genitale femminile è perfettamente descritto in alcuni versi dalla parola ‘Alaq, che è anche il titolo
della surah in cui appare: Dio modellò l’uomo da qualcosa che si aggrappa (96:2) Non ritengo vi
sia alcuna traduzione ragionevole della parola ‘Alaq se non il suo significato originale.
L’evoluzione dell’embrione all’interno dell’utero materno viene solo brevemente descritta, ma la
descrizione è accurata, poichè le semplici parole ad esso riferite corrispondono esattamente agli
stadi fondamentali nella sua crescita. Questo è quanto leggiamo in un verso dalla surah Al
Mu’minun (23:14). ‘Noi modellammo la cosa che si aggrappa in una piccola massa di carne
masticata e Noi modellammo la carne masticata in ossa e vestimmo le ossa con carne intatta.’ Poi
Noi sviluppammo da essa una creatura. Quindi sia benedetto Allah, il Creatore Perfetto. Il
termine ‘carne masticata’ (mugda) corrisponde esattamente a come appare l’embrione ad un certo
stadio del suo sviluppo. E’ noto che le ossa si sviluppano all’interno di questa massa e che sono
ricoperte dal muscolo. Questo è il significato del termine ‘carne intatta’ (lahm). L’embrione passa
attraverso uno stadio in cui alcune parti sono in proporzione ed altre in sproporzione rispetto a
quel che dovrà poi diventare l’individuo. Forse questo è il significato di un verso nella surah Al
Hajj (22:5) in cui si legge quanto segue: Noi vi creammo dalla polvere, poi dallo sperma, quindi lo
modellammo in qualcosa che si aggrappa ad una piccola massa di carne, parte formata parte non
formata. Abbiamo poi un riferimento all’apparire dei sensi e delle viscere nella surah Al Sajda
(32:9). [Dio] designò per voi i sensi dell’udito, della vista e le viscere. Nulla qui contraddice i dati
odierni e, per di più, nulla delle idee erronee del tempo si è infiltrata nel Corano.
IL CORANO E LA BIBBIA
Siamo giunti ora al nostro ultimoargomento: il confronto, con la moderna conoscenza, di passaggi
nel Corano a cui si fa anche riferimento nella Bibbia. Abbiamo già dato una breve occhiata al
problema mentre trattavamo della Creazione. In precedenza ho sottolineato la perfetta
concordanza tra la moderna conoscenza ed i versi del Corano, ed ho evidenziato
che la narrazione Biblica conteneva affermazioni che sono scientificamente inaccettabili. Questo è
assai poco sorprendente quando veniamo a sapere che la grande narrazione della Creazione
contenuta nella Bibbia fu il lavoro di preti vissuti nel sesto secolo AC, da cui il termine narrazione
“Sacerdotale”. Questa sembra essere stata ideata come il tema di una predicazione designata ad
esortare le persone ad osservare il sabbath. La narrazione fu costruita con un definito scopo in
vista, e, come Padre de Vauz (un ex capo della Scuola Biblica di Gerusalemme) ha notato, questo
scopo era essenzialmente di carattere legale. La Bibbia contiene anche un’assai più corta e più
antica narrazione della Creazione, la cosiddetta versione ‘Yahvist’, che affronta il soggetto da un
punto di vista completamente differente. Entrambe sono tratte dalla Genesi, il primo libro del
Pentateuco o Torah: si suppone che il suo autore sia Mosè, ma il testo che abbiamo oggi è stato,
come sappiamo, sottoposto a molti cambiamenti. La narrazione Sacerdotale della Genesi è famosa
per le sue bizzarre genealogie, che risalgono ad Adamo, e che nessuno prende molto seriamente.
Tuttavia autori del Vangelo quali Matteo e Luca le hanno riprodotte, più o meno alla lettera, nelle
loro genealogie di Gesù. Matteo risale sino ad Abramo, e Luca ad Adamo. Tutti questi scritti sono
scientificamente inaccettabili, poichè danno un’indicazione numerica dell’età del mondo e del
tempo in cui apparvero sulla Terra che è definitivamente diverso da ciò che oggi è stato stabilito
con certezza. Il Corano, d’altra parte, è completamente libero da dati di questo tipo. In precedenza,
abbiamo anche notato come il Corano si accordi perfettamente con le generali idee moderne sulla
formazione dell’Universo, mentre la narrazione Biblica entra in contraddizione con esse; l’allegoria
delle acque primordiali è difficilmente sostenibile, e non lo è neppure la creazione della luce nel
primo giorno, prima della creazione delle stelle che producono questa luce; nè l’esistenza di una
sera e di un mattino prima della creazione della Terra; nè la creazione della Terra nel terzo giorno
prima di quella del Sole nel quarto; e neppure l’apparire di bestie sulla Terra nel sesto giorno dopo
l’apparire degli uccelli dell’aria nel quinto giorno, sebbene le prime siano apparse prima..: tutte
queste affermazioni sono il risultato di credenze prevalenti nel tempo in cui questo testo fu scritto
e non hanno alcun altro significato. Quanto alle genealogie contenute nella Bibbia, che formano la
base del calendario Ebraico ed asseriscono che oggi il mondo abbia 5738 anni, sono anch’esse
difficilmente ammissibili. Il nostro sistema solare può avere all’incirca 4 miliardi e mezzo di anni, e
l’apparire sulla Terra dell’uomo, come lo conosciamo ora, può essere stimato in decine di migliaia
di anni, se non di più. E’ assolutamente essenziale, di conseguenza, notare che il Corano non
contiene nessuna indicazione riguardo alle date, e che queste sono proprie del testo Biblico. C’è un
secondo, ed altamente significativo, argomento di paragone tra la Bibbia ed il Corano: il Diluvio.
Per la precisione, la narrazione Biblica è una fusione di due descrizioni in cui gli eventi sono
relazionati differentemente. La Bibbia parla di un diluvio universale e lo colloca all’incirca 300 anni
prima di Abramo. Secondo quanto sappiamo di Abramo, questo implicherebbe un cataclisma
universale attorno al ventunesimo o ventiduesimo secolo A.C. Ciò sarebbe indifendibile, dal punto
di vista dei dati storici. Come potremmo accettare l’idea che, nel ventunesimo o ventiduesimo
secolo A.C., tutta la civilizzazione sia stata cancellata dalla faccia della Terra da un cataclisma
universale quando sappiamo che questo periodo corrisponde, per esempio, a quello precedente il
Regno Medio in Egitto, all’incirca alla data del primo periodo Intermediario prima della
undicesima dinastia? Nessuna delle precedenti affermazioni è accettabile in accordo con la
moderna conoscenza. Da questo punto di vista, possiamo misurare l’enorme divario che separa la
Bibbia dal Corano. In contrasto con la Bibbia, il Corano non colloca il cataclisma nel tempo. Non
sono assolutamente possibili obiezioni storiche o archeologiche alla narrazione nel Corano. Un
terzo punto di paragone, che è estremamente significativo, è la storia di Mosè, ed in special modo
l’Esodo dall’Egitto degli Ebrei resi schiavi dal Faraone. In questa sede posso solo fornire un
racconto fortemente compresso dello studio di questo soggetto che appare nel mio libro. Ho notato
i punti in cui la narrazione Biblica e quella Coranica corrispondono o divergono e, per alcuni
dettagli, ho trovato punti in cui i due testi si complementano l’un l’altro in un modo alquanto utile.
Tra le molte ipotesi concernenti la posizione occupata dall’Esodo nella storia dei Faraoni, ho
concluso che molto probabilmente è la teoria che fa di Merneptah, il successore di Rameses II, il
Faraone dell’Esodo. Il confronto dei dati contenuti nelle Scritture con le prove archeologiche
avvalora fortemente quest’ipotesi. Sono contento di poter dire che la narrazione Biblica
contribuisce con una testimonianza importante ad indurci a situare Mosè nella storia dei Faraoni:
Mosè nacque durante il regno di Rameses II. I dati Biblici hanno quindi un considerevole valore
storico nella vicenda di Mosè. Lo studio medico della mummia di Merneptah ha prodotto
ulteriori informazioni utili sulle possibili cause della morte del Faraone. Il fatto che oggi noi
possediamo la mummia di questo Faraone, che, per essere esatti, fu scoperta nel 1898, è di
suprema importanza. La Bibbia testimonia che venne inghiottito dal mare, ma non fornisce alcun
dettaglio su cosa ne fu poi del corpo. Il Corano, nella sura Yunus, annota che il corpo del Faraone,
che doveva essere condannato, sarebbe stato salvato dalle acque. Così questo giorno Noi
salveremo il tuo corpo (morto) chè tu possa essere un segno per quelli che vengono dopo di te!
Ed in verità, molti tra gli uomini sono incuranti dei Nostri segni. Un esame medico di questa
mummia, ha, per di più, dimostrato che il corpo non poteva essere stato nell’acqua a lungo, poichè
non mostra segni di deterioramento dovuto alla prolungata sommersione. Ancora una volta, il
confronto della narrazione nel Corano con i dati forniti dalla moderna conoscenza non dà adito
alla più piccola obiezione da un punto di vista scientifico. L’Antico Testamento costituisce una
collezione dei lavori letterari prodotti nel corso di circa nove secoli e che è stata sottoposta a molte
alterazioni. Il ruolo giocato dall’uomo nell’attuale composizione del testo della Bibbia è piuttosto
considerevole. La Rivelazione Coranica ha una storia che è radicalmente diversa. Dal
momento in cui fu per la prima volta comunicato all’uomo, fu imparato a memoria e scritto
durante la vita stessa di Maometto. E’ grazie a questo che il Corano non pone il problema
dell’autenticità. Un esame totalmente oggettivo di esso, alla luce della moderna conoscenza, ci
porta a riconoscere l’accordo tra i due, come è stato già notato in ripetute occasioni. Ci porta a
ritenere piuttosto impensabile, per un uomo dei tempi di Maometto, l’essere stato autore di tali
affermazioni, a causa dello stato di conoscenza dei suoi giorni. Tali considerazioni sono parte di ciò
che dà alla Rivelazione Coranica il suo posto unico, e forza lo scienziato imparziale ad ammettere
la sua inabilità a fornire una spiegazione che abbisogni di un ragionamento esclusivamente
materialistico.
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I seguenti libri del Dottor Maurice Bucaille sono disponibili presso l’Islamic Propagation Centre:
1. LA BIBBIA IL CORANO E LA SCIENZA MODERNA
2. QUAL E’ L’ORIGINE DELL’UOMO?
3. LA BIBBIA IL CORANO & LA SCIENZA
4. QUAL E’ L’ORIGINE DELL’UOMO?
NOTA: il Dottor Bucaille è anche il precursore del film di GRANDISSIMO successo scientifico del
Sacro Corano: “THE BOOK OF SCIENCE” (“Il libro dei segni”). -Dettagli disponibili su richiesta-
LA LUCE DELLA RIVELAZIONE
INTRODUZIONE
COS’E’ LA VITA ?
L’esistenza dell’uomo in questo mondo e la creazione di questo intero universo non sono meri
accidenti o prodotti di una natura fortuita. Quest’universo, ogni singolo atomo di esso, manifesta e
ci indica la realizzazione di un Creatore Amorevole, Misericordioso ed Onnipotente. Senza un
Creatore nulla può esistere. Ogni singola anima sa che esiste e che la sua esistenza è dipendente da
un Creatore – ognuna sa per certo che non si può creare da sè. Dunque è suo dovere riconoscere il
suo creatore e padrone – Dio.
L’UMANITA’
L’uomo è una creatura unica. Dio ha stabilito l’uomo come un Suo Rappresentante o un Suo
Deputato a governare su tutte le creature in questo mondo. Egli è stato investito della facoltà della
RAGIONE, che lo differenzia da tutti gli altri animali. Il Profeta dice: “Dio non ha creato nulla
meglio della Ragione o nulla di più perfetto o più bello della Ragione…” Insieme con questa facoltà
di discriminare e discernere, all’Uomo viene data la libertà (libero arbitrio) di scegliere per se stesso
un genere di vita degno della sua posizione come Rappresentante di Dio o di cadere al di sotto dei
più infimi di tutti gli animali o creature. L’uomo è nato puro e senza peccato. Gli è stato dato il
libero arbitrio di compiere buone azioni o indulgere nei peccati.

GUIDA DIVINA

Dio, nei suoi abbondanti Amore e Misericordia per l’umanità, non ci ha lasciato nelle tenebre per
scoprire la giusta via solo attraverso prove ed errori. Assieme alla nostra capacità di ragione, Dio ci
ha elargito la DIVINA GUIDA che delinea il Criterio per la verità e per la conoscenza e la realtà
della nostra esistenza nell’Aldilà.
RIVELAZIONI
Dall’inizio dell’umanità Dio ci ha mandato dei Profeti per trasmettere la Sua RIVELAZIONE e per
invitarci alla via della VERA PACE e dell’OBBEDIENZA all’Unico vero Dio. Questo è l’ISLAM.
Questo messaggio è trasmesso a successive generazioni dell’uomo attraverso diversi Profeti, i quali
invitavano tutti sulla stessa via l’umanità. Tuttavia tutti i precedenti messaggi o rivelazioni da Dio
furono distorti dalle popolazioni delle successive generazioni. Come risultato, la pura Rivelazione
da Dio venne contaminata con miti, superstizioni, adorazione di idoli e ideologie filosofiche
irrazionali. La religione di Dio si perse in una quantità incredibile di religioni. La storia umana è la
cronaca dello spostamento dell’uomo tra la luce ed il buio, Ma Dio nel Suo Abbondante Amore per
l’umanità non ci ha dimenticato. 

RIVELAZIONI FINALI

Quando l’umanità era nel profondo dell’Alto Medioevo, Dio mandò il Messaggero finale, il Profeta
Maometto (la pace e la preghiera siano per lui) a redimere l’umanità. La rivelazione al Profeta
Maometto rappresenta l’ultima e permanente fonte di guida per la razza umana. 

CRITERI PER LA VERITA’

Come possiamo sapere che una rivelazione come quella Coranica sia la parola di Dio? I criteri per
la verità possono essere facilmente compresi da tutti:
1. INSEGNAMENTI RAZIONALI: Dal momento che Dio ha elargito ragione ed intelletto
all’umanità, è nostro dovere usarli per distinguere il vero dal falso. La vera rivelazione da Dio deve
essere razionale e può essere ragionata da qualsiasi mente imparziale.
2. PERFEZIONE: Dal momento che Dio è del tutto perfetto, la Sua rivelazione deve essere perfetta
ed accurata, sgombra da errori, omissioni, interpolazioni e molteplicità di versioni. Dovrebbe
essere libera da contraddizioni nella sua narrazione.
3. NE’ MITI NE’ SUPERSTIZIONI: La vera rivelazione da Dio è libera dai miti o dalle superstizioni
che degradano la dignità di Dio o dell’uomo.
4. SCIENTIFICA: Poiché Dio è il Creatore di tutta la conoscenza, la vera rivelazione è scientifica e
può resistere alla sfida della scienza in ogni tempo.
5. PROFEZIA: Dio è il Conoscitore del passato e del futuro. Quindi la Sua parola delle profezie
nella Sua rivelazione sarà mantenuta così come fu profetizzata.
6. INIMITABILE DALL’UOMO: La vera rivelazione da Dio è infallibile e non può essere imitata
dall’uomo. La vera rivelazione di Dio è un miracolo Vivente, un Libro aperto che sfida tutti gli
uomini a vedere e a verificare per proprio conto.
Caro Lettore, Non c’è costrizione per l’uomo ad accettare la VERITA’. Ma è certamente una
vergogna per l’intelletto umano quando l’uomo non è neppure interessato a scoprire quale sia la
VERITA’! L’Islam insegna che Dio ha dotato l’uomo della facoltà della ragione e di conseguenza si
aspetta che l’uomo ricavi le cose da sè, oggettivamente e sistematicamente. Riflettere, domandare e
riflettere ancora. Nessuno dovrebbe farti pressione per farti prendere una decisione affrettata
affinché accetti alcun insegnamento dell’Islam, dal momento che l’Islam insegna che all’uomo
dovrebbe essere data libertà di scelta. Persino quando l’uomo è di fronte alla VERITA’, non c’è
costrizione per lui ad accettarla. Ma prima che tu inizi a farti un’opinione sull’Islam, chiediti se la
tua attuale conoscenza dell’Islam è abbastanza profonda. Chiediti se quella conoscenza sia stata
ottenuta attraverso persone non Musulmane che sono state probabilmente loro stesse esposte solo
all’influenza di casuali letture Islamiche e devono ancora ragionare obiettivamente e
sistematicamente sull’Islam. E’ giusto che uno debba formarsi un’opinione sul sapore di un
determinato piatto solo attraverso ciò che ne dicono gli altri, che non necessariamente l’hanno
assaggiato di persona? Allo stesso modo dovresti scoprire da solo l’Islam, attraverso fonti
affidabili, e non solo assaggiarlo, ma digerirlo bene prima di formarti un’opinione in merito.
Questo sarebbe un approccio intellettuale all’Islam.
Spetta a te fare la prossima mossa.
Mentre la fai, l’Islam ti rassicura continuamente che i tuoi diritti alla libertà di scelta di usare le
facoltà della ragione e di pensiero donateti da Dio saranno rispettate. Ogni uomo ha questa
volontà individuale. Nessun altro può portarti via questa volontà ed obbligarti ad arrenderti alla
volontà di Dio. Sei tu che devi scoprire e prendere la giusta decisione. Possa il tuo viaggio verso la
VERITA’ essere piacevole.
Caro lettore,

Allah dice nel Sacro Corano, Sura Sajda 41:33
“E chi è migliore nel parlare di
colui che invita gli uomini ad Allah e
compie buone azioni e dice io sono
uno dei Musulmani”

 

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Mohamed Barakat

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